Ridi. Ridi della santa Verità, Ridi dei suoi scarni fianchi di vergine coperti di cenci.
Ridi, oh! Ridi del suo eterno lavoro che non ha saputo riscaldare il cadavere inebetito di Bes.
Ridi, e li ammiri con pena, come due angeli torturati da scarpette di nappa, troppo belle per camminarci davvero.
Mia pagana Bastet, mia Dea sinistra, indomita e fiera. Mia Signora dei corpi flessuosi, tra spesse volute di fumo scopri la tua gola nuda, e l’immagine del tuo riso mi disseta, oasi d’ebrezza.